SETTENOVECENTO

Universalis: questo il filo rosso di Settenovecento nella sua quarta edizione.

 

Concetto ambizioso, ma in continuità con i temi che hanno innervato le annate precedenti (risonanze, guerra e pace, sguardo a est) e ricordo della congiuntura di molteplici anniversari tra cui quelli di Beethoven e Tartini, artisti che, ‘sovranazionali’ già agli occhi dei contemporanei, continuano a proiettare l’ideale di un’umanità senza barriere (“Seid umschlungen, Millionen! / Abbracciatevi, moltitudini” dall’Inno alla Gioia).

 

Titolo e programma sono stati pensati in tempi non sospetti, per sottolineare gli elementi di umanità condivisa che accomunano persone, popoli, culture a dispetto di latitudini e longitudini, di condizioni culturali e sociali, di orientamenti personali; elementi che spesso e volentieri si incarnano nell’espressione artistica, e in particolare nella musica, in grado di superare barriere linguistiche, sociali e geografiche e stabilire una comunicazione anche là dove altri linguaggi falliscono.

 

Il nostro progetto, come tutta la nostra vita, è stato investito dalla pandemia: paradossalmente, però, gli eventi che stiamo vivendo hanno confermato la necessità di pensare in termini ‘universali’, di riscoprire nella musica, nella sua natura di linguaggio ma anche nella sua storia, gli elementi che permettono di ritrovarci, tutti, come parte di una stessa comunità. L’universalità potenziale della musica emerge da tutta la sua storia: dal passato ripeschiamo perciò compositori che hanno viaggiato, percorso territori differenti, lavorato in contesti diversi da quelli di nascita, che hanno esercitato attivamente un plurilinguismo musicale nato dal confronto con le varie tradizioni locali.

 

Nel presente proponiamo esperienze di condivisione di percorsi esecutivi e creativi di musicisti di provenienza diversa che affrontano repertori di tradizioni differenti, in varie combinazioni sugli assi della storia e della geografia. Il tutto calato nella nostra variegata realtà locale, fatta di luoghi che con la loro composta bellezza accolgono gli ospiti raccontando storie diverse, di appartenenze culturali mutevoli.

 

A partire perciò da un contesto locale piccolo, curato e accogliente come un salotto, Settenovecento vi invita perciò a fare esperienza di un mondo musicale universale, con un programma che percorre con molta libertà lo spazio apertissimo e inclusivo dell’arte dei suoni.

Gli Organizzatori

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